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Archive for luglio 2008

Accidenti. Come facciamo adesso? La notizia non è data da un visonario qualunque, ma nientemeno che dal capo della Polizia. Ne saprà qualcosa, no?

Il 60% dell’immigrazione clandestina è causata da persone che entrano in Italia in aereo, con un visto turistico, e poi si “dimenticano” di andare via quando il visto scade.

Porca miseria. Cosa facciamo? Gli mandiamo contro i caccia? No, ci sono anche i turisti che se ne vanno. E magari sono anche aerei dell’Alitalia, che già ha i suoi problemi.

Neghiamo il visto d’ingresso? Mmmm, mi sa che non si può. Correremmo il rischio di fare come fece un panettiere di Milano un giorno con Gullit. Ruud entrò nel negozio, probabilmente non in giacca e cravatta, e il titolare gli disse di andarsene, che per lui non aveva niente, aggiungendo qualche “simpatico” epiteto. Pare che, con molta calma, l’olandese rispose che avrebbe potuto comprarsi l’intero negozio, se avesse voluto, ma che tutto sommato non valesse la pena di continuare il discorso. Grande Ruud.

E quindi? Bel problema.

Ricordo che con l’altro governo di diceva che non si faceva abbastanza per contrastare l’immigrazione clandestina. Ma adesso, da 3 mesi, il governo è cambiato, e la legge in vigore è sempre la Bossi-Fini. Forse che è proprio difficile applicarla?

Suvvia, non pensiamo che i gommoni siano il vero problema. Quelli sul gommone sono proprio gli ultimi dopo gli ultimi. Poverini, di cui bisogna avere compassione. Ci possono essere delinquenti, tra loro, ma non ce lo vedo un bambino di 7 mesi a fare una rapina. Magari si frega il ciuccio, se lo lasci appoggiato sul tavolo.

L’immigrazione va gestita. Non dimentichiamo che diversi rapporti dicono che senza immigrati la nostra economia sarebbe anche peggiore di quella che è.

E smettiamola di dire che sono tutti uguali, perché poi non dovremmo lamentarci se all’estero dicono di noi che siamo tutti mafiosi.
Clicca
qui per leggere le dichiarazioni del capo della polizia sul sito del Ministero dell’Interno.

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Parliamo di energia

Capisco un po’ di aeronautica, un po’ meno di nucleare. Ho amici che padroneggiano l’argomento e ho studiato e letto un po’ di cose su come funziona una centrale nucleare. E’ vero, potenzialmente può produrre parecchia energia, ma potenzialmente può causare anche disastri. Le cui conseguenze sono durature non per brevi tempi, ma se va bene per centinaia di anni. La Francia, la nazione con la tecnologia più avanzata nel settore (sì, è la loro, non quella statunitense),nelle ultime settimane ha avuto diversi incidenti, di cui due nello stesso impianto.

La centrale ritenuta sicura è quella di 4a generazione, è vero. Ma c’è un piccolo problema, che la stessa AIEA (l’agenzia per l’energia atomica), evidenzia:
http://www.iaea.org/Publications/Magazines/Bulletin/Bull492/49204216465.html)

La mancanza di tecnici qualificati.

All’indomani del referendum successivo all’incidente di Cernobyl, i tanti studenti che si stavano specializzando in campo nucleare sono stati costretti a dirottare le loro conoscenze verso altri settori o ad emigrare. Nel frattempo sono passati 22 anni. Le facoltà esistono ancora, ma non la possibilità di fare esperienza diretta sul campo in Italia. Questo è un problema diffuso, non è solo nostro.

Ma altrove ci sono tecnici al lavoro che possono insegnare agli altri. Qui da noi non ce ne sono. Una centrale nucleare non funziona schiacciando un bottone. Se si rompe una turbina eolica, casca il pilone, distrugge un pezzo di campo ed è finita lì. Se si rompe un impianto fotovoltaico, se va proprio male prende fuoco un po’ di silicio. Tossico pure lui, d’accordo, ma curabile e pericoloso solo se l’inalazione è diretta. Se si rompe una centrale nucleare, se va bene si contaminano 97 tecnici. Roba lieve, dicono. Se va male si contamina un fiume intero. E da lì le colture che usano quell’acqua. I contadini che le coltivano. Tutti quelli che le mangiano. Se va male…Cernobyl.

Ultima considerazione. Tempo fa lessi un libro che raccontava come alcuni terroristi avessero fabbricato una bomba “sporca” utilizzando esplosivo convenzionale e materiale radioattivo rubato…dagli ospedali.

Gli USA hanno alzato il livello di guardia e sorveglianza attorno alle loro centrali nucleari proprio per scongiurare attacchi a quei siti. Attacchi che potrebbero avere più finalità: impossessarsi di materiale scottante (in ogni senso), danneggiare la centrale stessa, interrompendone anche il funzionamento, e causare un bell’incidentino…

Anche in Europa il livello di guardia attorno alle centrali nucleari è aumentato. Cosa faremo noi, che già dobbiamo far presidiare dall’esercito le discariche a Napoli?

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Io ingegnere

Si, lo so, addirittura parafrasare Asimov…
Gli ingegneri sono una categoria strana. E io ne so qualcosa, visto che ne faccio parte.
Un collega, oltre che amico, scrive sul blog “Gambara alcolica”, guardate il link a lato. Un altro è in Turchia, adesso. Uno è in Francia, a fare il ricercatore. E c’è pure chi, dopo aver faticato per prendere la laurea, dopo tre anni di lavoro si è stufato ed è andato a fare il barista in Brasile.
Che ci volete fare? Siamo strani, appunto.
Una volta stavo tornando dalle vacanze in treno con un amico. Nel nostro scompartimento c’erano altre persone, tra cui un tre amiche. Abbiamo cominciato a chiacchierare, finchè al mio amico è venuta la bella idea di chiedere loro cosa studiassero e di indovinare cosa facevamo noi. Lui faceva scienze ambientali. Una ragazza mi ha guardato e mi fa “secondo me tu fai ingegneria”. Eccolo lì, beccato subito. Mi è venuto spontaneo chiederle cosa lo rendeva evidente. Mi rispose “niente, è che faccio anche io ingegneria, e l’ho capito a pelle”. Già così andava meglio…
Però non tutti riescono a capire se uno è ingegnere oppure no, anche perché dopo aver finito cerchiamo tutti di nascondere la cosa. E con gli anni diventiamo anche bravi. Non è bello essere guardati con compassione, e anche un po’ di schifo (sì sì sì), dagli altri. Tutti possono sbagliare, no?
Ma se si vuole essere sicuri se uno è ingegnere oppure no, ci sono molti sistemi. Primo tra tutti chiedere ai Politecnici. Se poi si vuole scoprire se uno ha l’abilitazione per certe attività, è ancora più facile. Tutti gli ingegneri che vogliono fare i liberi professionisti, devono essere iscritti all’albo (cosa che richiede anche di aver fatto l’esame di stato, ma questa è un’altra storia…). A questo punto non si scappa. Normalmente l’iscrizione è fatta all’albo della provincia di residenza o a quello della provincia in cui si esercita l’attività.
Non è un’informazione riservata, anzi. Ci sono fior di elenchi che dettagliano chi è abilitato per determinati incarichi. Lo scopo è proprio permettere a chi ne ha bisogno di rintracciare il professionista idoneo allo scopo.
C’è da dire però che non è compito diretto dell’amministrazione verificare la veridicità delle dichiarazioni, ma del responsabile tecnico. Ah già,se n’è andato. Per fortuna, dico io. Se controllava in questo modo…
Cerchiamo però di stare attenti in futuro. Questa volta era un cimitero, la prossima potrebbe essere una scuola o un ponte. Tacoma insegna. Cos’è Tacoma? Guardate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Tacoma

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Un altro incivile

Mi sono rotto le palle. Non mi piace essere scurrile, ma adesso è più forte di me. Bossi ne ha fatta un’altra delle sue. O meglio, più di una. Prima se la prende con gli insegnanti del sud che rovinerebbero i virgulti del nord. Vorrei un po’ sapere come. Perché hanno un po’ di accento? Anni fa ero all’estero e c’erano altri ragazzi italiani. Senza che ci fosse bisogno di dirlo, ciascuno di noi aveva capito subito da quale parte d’Italia venisse l’altro. L’accento può essere più marcato, ma lo è dappertutto. Altra cosa è avere qualcuno che conosce solo il dialetto. Ma costoro non fanno gli insegnanti. Nota: io sono per la difesa dei dialetti, tutti…
Ma il minimo dei suoi minimi, l’Onorevole lo ha dato facendo “il dito” all’inno di Mameli. Su questo, oltre a dimostrare la sua arroganza , dimostra anche la sua ignoranza. Sì, nel senso che probabilmente ignora qualcosa, il ministro. Ignora che Mameli fu patriota che si batteva per la libertà della sua terra. Più o meno quello che il cassanese sostiene di essere.
Sentire poi altri onorevoli, La Russa a parte, che dicono che ci si concentra sulla forma e non sulla sostanza, fa imbufalire. Voglio vedere quanti continueranno a fare finta di niente. Ci siamo già dimenticati dell’assalto a San Marco? Certo, il carro armato faceva ridere, ma quello che mi fa specie è che tutti lo continuano a ritenere un bambino che ha fatto una marachella. Peccato che normalmente, chi fa una marachella viene punito…
Siamo tornati al “terroni” e compagnia bella, la Padania che ormai arriva alle Marche (ammazza, si deve essere spianato un po’ di terreno!), “Roma ladrona” ecc. ecc. ..La stessa Roma che viene frequentata continuamente, nei cui ristoranti gli onorevoli leghisti continuano ad andare a cena quando vanno in Parlamento, e la stessa Roma che dà loro una marea di privilegi come parlamentari della Repubblica. Se tanto aborrite tutto questo, perché non vi battete subito per eliminarli? Eh no… Una volta ho incontrato, all’aeroporto di Tel Aviv l’onorevole Borghezio. Io sono tornato in Italia in classe turistica, lui in business. Il volo era Alitalia, altro bersaglio degli strali…

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Ci sono quelli che soffrono il mal d’auto, quelli che soffrono il mal d’aria, quelli che soffrono il mal di mare. Prima di partire, per evitare di stare male, prendono una pastiglia.

Poi ci sono quelli che non hanno problemi se devono viaggiare ma si prendono una pastiglia per fare un viaggetto. Peccato che a volte siano viaggi di sola andata.

Sui quotidiani si legge dell’ennesima ragazza in coma dopo aver assunto una pastiglia di ecstasy.

La droga è diffusa, si sa. E i ragazzi sono tentati. Ricordo che alle superiori un ragazzo di Senago mi raccontava i suoi esperimenti, finchè una mattina è arrivato più rintronato del solito. Gli è andata bene, ci ha messo un mese per riprendersi completamente. Spero per lui che abbia smesso.

Ogni droga ha la sua pericolosità e diffusione. Adesso la cocaina costa molto poco e tanti la provano. Ma c’è chi, come i ragazzini delle favelas brasiliani, sniffa la colla. Gli effetti pare siano gli stessi. Cioè alla lunga, ma anche alla corta, ti distrugge il cervello.

Quello che mi preoccupa è anche la miopia di larga parte della popolazione sull’argomento. Mio figlio? Mai!

Limbiate è come il resto d’Italia, anche se non se ne parla. Pochi forse ricordano le fioriere del Viale Piave.Non ci sono più perché alla fine degli anni ottanta, primi novanta, erano diventati ripostiglio favorito degli spacciatori. Tant’è che i fiori non sopravvivevano. Finché vigili e carabinieri, dopo le continue segnalazioni, hanno fatto una bella retata e successivamente deciso di togliere quei ripostigli.

Pochi mesi fa anche dei ragazzi limbiatesi sono stati fermati sul “bus dello sballo”.

Vorrei però far notare che anche l’alcool è una droga, molto più subdola delle canne. Perché chiunque può andare a comprare una birra. E poi un’altra. E un’altra ancora.

Il numero di bottiglie che si trovano in giro, parco di Villa Mella incluso, racconta parecchie cose.

Parlando del parco, una volta la collinetta era il posto dove chi, senza casa, cercava un po’ di intimità. Domenica scorsa ho fatto un giretto, e ho trovato sporcizia dappertutto, e tante bottiglie.Non ci sono più siringhe come anni fa, ma non credo che non ci sia più lo spaccio…

Faccio una proposta: vigiliamo di più, ma non per punire e basta, quanto per evitare di “bruciare” il prossimo Einstein, Beethoven, Tintoretto. E pretendiamo che non ci si limiti a parlare, ma si facciano cose concrete. I “Tamburine man” sono fra noi.

p.s. Personalmente non credo che chi si fuma una canna è destinato a bucarsi o a sniffare cocaina. Ciascuno è libero di fare quello che vuole. Basta che ricordi che la sua libertà finisce dove comincia quella degli altri.

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Ai spic inglisc

Il mio lavoro mi obbliga a usare l’inglese tutto il giorno. I clienti della ditta sono, in larga parte, stranieri. Anche quelli italiani però chiedono che i vari documenti vengano fatti in inglese, perché a loro volta hanno clienti stranieri.
Da un po’ di tempo c’è un “Program Manager” gallese, quindi anche le riunioni interne vengono fatte in inglese. Molto divertenti sono le teleconferenze a tre con israeliani e americani, ciascuno con un accento diverso.
Ma io parlo inglese, lo capisco e riesco quindi a fare il mio lavoro.
Quando però torno a casa, a Limbiate, mi piacerebbe sentire la mia di lingua madre. E invece vengo bersagliato, anche qui, dall’inglese. Secondo me è perché qualcuno pensa che faccia figo.
Vuoi mettere dire “Talent show” invece che “festa delle abilità”? Una volta c’era anche una trasmissione televisiva, “Stasera mi butto”. Facevano le stesse cose. Certo, “convention” sembra più importante di “congresso”.
Tuttavia alle volte ci facciamo prendere un po’ la mano. Ed ecco che al TG si sente dire “Giunor” , tentando di pronunciare “Junior” all’inglese. Peccato che sia latino.
Solo il mitico Abatantuono, in “Eccezzziunale veramente” diceva “Giuventus”.
Siamo a Limbiate, vediamo di restarci…Cominciamo a padroneggiare la nostra lingua, poi possiamo pensare di usare le altre. Anche perché non tutti conoscono l’inglese, anche se molti ritengono di saperlo…

Video per i veri intenditori: da “I Fichissimi”, chiara dimostrazione dell’uso dell’inglese …

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E’ finita la benzina

Ci siamo gente, non ce n’è più. Niente panico. Se siamo in macchina. Perchè se siamo in aereo le cose cambiano. Parecchie compagnie, europee e statunitensi, per fronteggiare l’aumento del prezzo del petrolio hanno ridotto al minimo il carburante imbarcato durante i voli. La quantità è calcolata tenendo conto del viaggio da fare, della quantità di passeggeri e della possibilità di dover andare in un altro aeroporto se quello di destinazione diventasse inservibile. Se però si incontrano problemi in volo, tipo vento contrario o forti perturbazioni, i consumi aumentano e allora si legge che sono aumentati gli atterraggi di emergenza. Abbiate fiducia nell’equipaggio. Dopotutto, sono sulla vostra stessa barca. Ops, aereo, scusate! Ma per maggiore sicurezza, quest’estate, se viaggiate in aereo, seguite il mio suggerimento: partite leggeri, con poco bagaglio. E mettetevi pure a dieta… Meno pesa l’areo, meglio è!

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