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Archive for dicembre 2008

Il silenzio

Ho appena lasciato un commento sul blog di un amico. Il suo post mi ha fatto ripensare a cose a cui non pensavo da un po’, ma mi ha anche fatto apprezzare di più lui come persona, confermandomi l’idea che avevo.

E’ quasi finita anche questa giornata, oggi più tranquilla. Ieri eravamo in undici e forse, data la presenza della nonna che non si sente bene, siamo stati più “calmi” del solito.

E’ stato un piacere vedere la gioia dei bambini nello scoprire i regali che “Babbo Natale” aveva lasciato per loro in giro nelle varie case. Ho ricevuto anche io dei regali e mi sono piaciuti.

Tuttavia, come ho già scritto, per me sarebbe stato uguale anche non riceverne. Alla messa della veglia, la notte del 24, la presenza di don Rino ha permesso di rispolverare il significato che dovrebbe avere il Natale. Ho trovato nelle sue parole uno spirito più genuino. Così come l’iniziativa dell’arcivescovo Tettamanzi mi fa credere che, finalmente, si applichi quanto dice il vangelo di Luca “chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”.

La corsa al consumismo è folle, tutti che cercano di avere di più. Ma più di cosa? Nessuno sa dirlo.

In questo momento sono solo in casa, anche i gatti sono per i fatti loro su qualche piastrella calda. Sono immerso nel silenzio, turbato solo da qualche scoppio di mortaretti all’esterno, lontani.

Ecco: il suono del silenzio. Oggi non l’ho cercato al parco, mi è bastato trovarlo qui, in casa, dove ho potuto leggere un paio di fumetti “arretrati” e andare avanti con uno dei miei libri.

Il silenzio ci parla, perchè ci permette di ascoltare noi stessi e ciò che gli altri non ci dicono, ma che è quello che è più importante sentire.

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Due giorni a Natale

Oggi ho visto un servizio al telegiornale che parlava del Natale in Cina. Lì è naturalmente visto solo come un’occasione commerciale, a parte per lo sparuto gruppo di fedeli cristiani. Tuttavia, ho sempre di più la sensazione che la stessa cosa stia accadendo anche qui.

Sono andato in cerca di qualche pensiero per i parenti, cosa sempre più difficile. Ho pensato anche ai miei nipoti, ricordandomi però che non voglio che crescano viziati, con l’idea che debbano per forza ricevere un sacco di giochi. Ma io sono solo lo zio…

L’atmosfera natalizia non la sento, probabilmente il mio orecchio è difettoso. Ormai c’è solo la frenesia consumistica. Quest’anno avrei voluto farmi un regalo, come facevo diversi anni fa, ma ho cambiato idea. Il regalo migliore sarà cercare di starmene tranquillo, magari facendo un altro giro al parco.

Tempo di riflessioni, questo. Riflessioni più o meno profonde. So cosa voglio, è difficile averlo, quindi cerco di adattarmi.

La scelta del regalo è difficile, come dicevo prima. E’ vero il detto “a caval donato non si guarda in bocca?”. Forse. Anni fa ricevetti un libro che avevo già letto, ma lo accettai comunque con piacere, perchè magari tra qualche anno mi andrà di rileggerlo.

Ma se il regalo che io faccio a qualcuno non piace, cosa possibile se non addirittura probabile, mi dispiace, perchè vuol dire che in fondo non conosco bene quella persona, i suoi gusti.

Non faccio molti regali, non mi sento “generoso”, anche se qualcuno dice il contrario. Quando lo faccio, è perchè mi va in quel momento, ho piacere nel fare una cosa. Sono fatto così. Se però quella cosa non piace, non è il massimo.Il piacere che avevo nel fare il regalo diventa dispiacere.

Vabbè, vediamo come va. Anche se quest’ anno ho la sensazione che non andrà tutto bene…

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bullet-shock

Premessa: non ha niente a che fare con il libro di Stephen King o con il film, mia madre sta bene, per fortuna.

E’ solo per indicare che nel viaggio di ritorno dagli States a qui, tra ieri e oggi, abbiamo toccato punte di velocità notevoli, soprattutto quando eravamo ancora sul continente americano, fino a raggiungere la velocità (indicata) di 1143 km/h.

Da qui mi è venuta l’idea “riding the bullet”, perchè andavamo sparati come una pallottola.

Il viaggio è stato abbastanza tranquillo, l’unico inconveniente è l’estrema difficoltà nel dormire durante i voli notturni transoceanici in classe turistica.

Adesso c’è un’altra sfacchinata da fare: comprare i regali di Natale, per i quali sono molto molto indietro…

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Wind Chill

Flag

La foto l’ho scattata stamattina, il cielo era di quel colore. Faceva un freddo cane. L’effetto “wind chill” da queste parti è micidiale. Quando soffia il vento, ti senti strappare via il calore dalle ossa, non importa quanto sei coperto. Oggi ci siamo dedicati a un po’ di acquisti, ma la convenienza di una volta è sparita. Rimane per i capi di vestiario, tipo Levi’s e Timberland, da noi considerati capi di pregio e qui abiti e calzature da lavoro.

Per l’elettronica sono più convenienti i negozi nostrani. Stasera nuova cena alla steak house “Town and Country Restaurant”, e poi preparazione della valigia. Domani si parte, torno a casa!

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WalMart

WalMart è, forse, la più famosa catena di negozi negli USA, equivalente al nostro Carrefour, ma molto più grande.

Stasera, dopo una giornata di lavoro abbastanza proficua, durante la quale abbiamo capito che il nostro potenziale cliente non ha ancora capito cosa vuole, e dopo la cena in un locale che ricordava quello di Mel nel telefilm “Alice” (con tanto di cameriera svampita modello Vera), ci siamo passati.

Gli americani cercano di fare sempre tutto in grande: mega confezioni di biscotti, patatine, gelato, aspirine. Tutto grosso, grasso, come loro dopotutto. In tutta la giornata ho incontrato pochissime persone “in forma”, o quantomeno non grasse. Sì, perchè qui i modelli sono due: extra-large o extra-extra-large. Tempo fa ho letto un articolo di Zucconi che diceva che a causa della crisi gli americani, soprattutto i più poveri, ingrassano perchè si cibano di “junk food”, cibo spazzatura. Quello di Mc Donald, per intenderci. Con tanto olio, fritto, grasso. Perchè non possono permettersi di comprare ortaggi e cibi sani, più costosi.

Tuttavia l’impressione che ne ho tratto anche questa volta, come durante le mie precedenti visite negli States, è che la crisi non abbia un ruolo importante, visto che ho sempre incontrato, in larga parte, delle persone in sovrappeso.

Mah! Io stasera ho mangiato una costata alla griglia con contorno di patatine (eh sì, erano incluse…) e insalata.

Domani vedrò. Per ora me ne vado a dormire, casco dal sonno…

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Wichita, KS

wichitaQuesto è il panorama dalla finestra della mia camera d’albergo. Sono a Wichita, Kansas, negli USA. Sono qui per lavoro con il mio capo. La foto l’ho scattata alle 5 del mattino (il fuso orario non mi fa dormire…).

Siamo arrivati ieri dopo un viaggio parecchio lungo, fatto di partenze in ritardo, ritardo accumulato per vento contrario, code all’immigrazione, coincidenza mancata, prenotazione di nuovo volo che è stato dopo 4 ore dall’arrivo ad Atlanta, partenza in ritardo pure di questo volo ed arrivo.

Ieri deve aver nevicato, ma l’aeroporto è perfattamente funzionante. Ci siamo chiesti come mai, quando fa 5 cm di neve a Milano, a Linate e Malpensa si blocca tutto. Mah!

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Pioggia

Non amo la pioggia. Mi mette tristezza, soprattutto se è leggera e continua. Preferisco di gran lunga i temporali, che si sfogano in un lasso di tempo più o meno breve e lasciano poi nuovamente il posto al sole. Sono nato in inverno, con il freddo. Forse per questo preferisco l’estate. Ma in generale soffro la mancanza della luce durante il giorno. Le pellicole oscuranti che hanno messo qualche anno fa alle finestre (tante, per fortuna) del mio ufficio non aiutano, in queste giornate grigie. Oggi la giornata è stata particolare. Moltissimi hanno aderito allo sciopero (io non l’ho fatto, perchè non lo ritenevo utile, soprattutto in questo periodo di vacche rachitiche). Sono andato con due colleghi a presentare una richiesta di certificazione. L’esito non è stato positivo. Ci sarà parecchio da fare, ancora. Poi in ufficio, a sbrigare diverse pratiche. E poi via, a casa. O in un centro commerciale per i regali. Ne ho trovato solo uno, piccolo. Per gli altri, si vedrà.

Sono stanco, aspetto i giorni di vacanza che verranno tra Natale e il primo dell’anno per ricaricarmi. Adesso ci sarà il solito dilemma di cosa fare la sera del 31. Da tanto tempo la considero una sera come le altre, come in effetti è. L’idea che mi si chiedano un sacco di soldi per una cena appena più ricca del solito (anche se ci sarebbe da dire parecchio, al riguardo) mi fa girare le scatole non poco. Ma cosa si fa? Boh, vedrò.

Per ora spero di riuscire a farmi una bella e lunga dormita. Come diceva Rett, domani è un altro giorno. Vedrò.

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