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Archive for giugno 2009

Fatti vergognosi

La settimana scorsa è successa una cosa a dir poco incresciosa. Pare che per banali questioni di parcheggio, ci sia stata un’aggressione, cinque contro uno, verso una persona.
Dico persona e non specifico la nazionalità, pur evidenziata dai giornali, perchè non mi voglio soffermare sulla possibiltà razzista del gesto, anche perchè da quanto letto non mi sembra che il razzismo sia la causa, o quanto meno non è l’unica.
Resta il problema di fondo. Si pensa che si faccia prima a risolvere le cose menando le mani, e se ci si trova di fronte qualcuno che riesce a tenerci testa, allora si chiamano i rinforzi.
Finendo per essere cinque contro uno. Perchè?
Quello che manca è un minimo di senso civico. Facciamoci giustizia da soli, la nostra giustizia ovviamente.
Le discussioni diventano velocemente accese e si passa sempre più in fretta alle mani. Se non ai coltelli.
In tutto questo non ho sentito nè letto una parola dagli amministratori nè dai parroci.
Cosa mi aspettavo? Che una minima reazione ci fosse. Ripeto, non mi fermo alla questione “razzismo”, voglio andare oltre. Limbiate è formata da una popolazione proveniente da diverse parti d’Italia e continuo a credere che come è stata possibile l’integrazione tra i vari gruppi, sia pur con molta difficoltà, avverrà anche l’integrazione con chi proviene dall’estrero. Però quello su cui vorrei si lavorasse è la trasmissione del concetto che “il fai da te” non si può applicare in ogni campo. Vorrei che ci fosse una discussione su come anche Limbiate (e so bene che non solo a Limbiate) si sta imbarbarendo, con liti, danneggiamenti a cose, incendi dolosi (sia di auto che di boschi).
Perchè questo?
Perchè si sta perdendo il valore del rispetto dell’altro. L’egoismo si diffonde, per cui importa solo che “io” stia bene, gli altri si arrangino. E per stare bene io, passo sopra gli altri.
Su questo vorrei che si discutesse. Recuperiamo un po’ il valore del rispetto e ricordiamo che la nostra libertà termina laddove comincia la libertà di un altro.

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Aggiornamenti

Mi è stato fatto notare che è da un po’ che non scrivo più sul blog.
Il problema è che ho avuto parecchio da fare, tra lavoro, famiglia, attività politica e…farmi un po’ i fatti miei.
Le ultime due settimane sono state abbastanza intense. Prima le elezioni europee con le provinciali (e lasciamo perdere come è andata a finire), poi il viaggio di lavoro, poi i referendum.
Andiamo un po’ con ordine.
Elezioni provinciali: come rappresentante di lista avevo più libertà di chi era al seggio. Peccato che allo scrutinio dovevo per forza essere presente fino in fondo. I componenti del seggio, presidente e segretaria a parte, si devono essere messi d’accordo per combinarne una più di Bertoldo per complicare la vita alla povera presidente. Devo dire che è stata brava soprattutto a mantenere la calma, io al suo posto avrei inveito molto molto molto prima. Comunque, si è finito lo scrutinio delle europee a notte inoltrata, per poi riprendere il lunedi con le provinciali. I risultati sono stati, per me, deludenti. Al di là del risultato in sè, anche perchè da Limbiate al consiglio provinciale andrà solo una persona, che ci mette probabilmente moltissima buona volontà, ma ha parecchie lacune in tanti altri campi, a partire dall’eloquio.
Dopodichè, settimana abbastanza intensa al lavoro, per cercare di contenere le rimostranze del cliente israeliano che vorrebbe che fossimo molto più avanti con il lavoro. Pure io, lo vorrei…
Arriviamo a martedi scorso, riunione per discutere dell’esito elettorale e parlare delle ultime novità per la festa di quest’estate. Un difetto nella diffusione delle e-mail ha fatto sì che fossimo in quattro gatti. Alla mia affermazione che del risultato del congresso di ottobre non mi importa granchè perchè io vorrei costruire un’alternativa all’attuale amministrazione comunale, qualunque sia l’esito del congresso, per poco non mi sbranano vivo.
A mezzanotte decido di andarmene, perchè l’indomani alle 3.30 suona la sveglia per andare a Parigi al salone di Le Bourget. Anche qui becco improperi.
Quando suona la sveglia mi sembra ovviamente di aver appena chiuso gli occhi. Arrivati a Parigi, un caldo notevole non aiuta. In più, il neo-assunto, che ha vinto il viaggio al salone ed è lì già da due giorni, decide pure di andare a farsi un giro mollando me allo stand per due ore. Stavolta la cazziata la becca lui, che incassa di buon grado a orecchie basse, e il giorno dopo torna a casa ancora contrito. Alla sera, dopo un rapidissimo salto ai Campi Elisi, crollo a letto.
Nei due giorni successivi riesco solo a perdere litri d’acqua per il caldo (due anni fa si moriva di freddo, quest’anno non si sapeva come trovare un po’ di fresco…misteri del meteo) e a procurarmi qualche vescica ai piedi. Nel mezzo, qualche potenziale contatto per nuove opportunità di lavoro per l’azienda. Almeno spero!
Arriviamo così a venerdi sera, con il collega con cui ero partito mercoledi all’alba provo ad anticipare il volo. L’impiegata della Easy Jet ci ha detto che la Candid Camera non faceva ridere. Facciamo allora il check-in per primi per il nostro volo, ma caso strano poi siamo gli ultimi a essere chiamati per l’imbarco. Mah!
Arrivo a casa a mezzanotte e mezza e ora che mi infilo a letto è l’una.
Sabato e domenica referendum, da presidente di seggio, stavolta. Per fortuna Marco, il mio segretario, è normale, perchè devo essere una calamita naturale per gli impediti…con l’aggiunta di una che non la smette di parlare e, opione anche di Marco, di inventare più balle di un avvocato.
Per fortuna finiamo presto.
Oggi sono tornato al lavoro, dove ho trovato un elenco di e-mail simile a un elenco telefonico ad aspettarmi…

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