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Archive for maggio 2010

Collezioni

Due scritti in un solo giorno, che roba…

C’è chi colleziona francobolli, chi macchinine, chi farfalle, chi fidanzate, chi multe.

Io colleziono fumetti.

Ultimamente sto avendo qualche problema di spazio, perchè questo comincia a scarseggiare.

Due alternative: riorganizzare lo spazio esistente o smettere di compare fumetti.

Mi sa che in realtà l’alternativa è una sola. Riorganizzare lo spazio.

I fumetti, come i libri, mi fanno andare da un’altra parte.

E serve, eccome se serve.

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Vento

E’ stata una settimana intensa.

C’è stato anche un po’ di vento, non sempre piacevole.

Si dice che il vento porti novità. Mah! In realtà sembra che quanto succede sia una riproposizione, ciclica.

Tempo fa riflettevo sul fatto che visto che viviamo in un sistema chiuso, quello che succede da una parte, influenza poi anche un’altra parte, vicina o lontana che sia.

Questo vale non solo per il tempo, ma anche per le relazioni di lavoro o personali.

Capita più o meno a tutti di pensare “che bello sarebbe se…”.

Già, ma molto spesso non è così.

Allora ecco che un libro aiuta, ti permette di staccare e magari vivere il tuo “che bello sarebbe se…”. Come aiuta anche l’arrivo del bel tempo. Fa caldo, è arrivato di colpo, ma sentire il sole sulla pelle è molto piacevole.

Al lavoro si naviga a vista, da domani ci sarà la visita per la certificazione di qualità.

Sinceramente, però, sono più interessato ad un’altra qualità. Quella della vita.

Non si può avere l’ottimo. Si cerca allora di evitare il pessimo.

Per fortuna c’è il sole.

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Lettere

Ci sono quelle dell’alfabeto.

Ci sono quelle d’amore.

Ci sono quelle pubblicitarie.

Ci sono quelle minatorie.

Ci sono quelle di auguri.

E poi tante altre.

Tra di esse, ci sono anche quelle di biasimo che minacciano di mandarti perchè…già, perchè?

Venerdi, con la febbre, vai al lavoro e partecipi a una riunione con un possibile fornitore. Si concorda di realizzare alcune modifiche su un modello tridimensionale e preparare un disegno esplicativo entro il venerdi successivo (oggi).

Lunedi e martedi collabori alla realizzazione di un altro disegno che possa aiutare un po’ di più.

Mercoledi apriti cielo, di fatto ti dicono che hai fatto di testa tua e non hai eseguito quanto pattuito, disobbedendo agli ordini ricevuti. Per questo riceverai la suddetta lettera.

Fai notare, unico nella stanza a mantenere un tono di voce come quello che si tiene nel confessionale in chiesa, che si stava facendo qualcosa in più e non era minimamente in discussione la preparazione del famoso disegno, per il quale comunque c’era tutto il tempo necessario. Si voleva solo evitare di ricevere qualcosa che non andasse poi bene.  La minaccia pare rientrare.

Giovedi dopo pranzo il disegno è pronto. Lo si guarda, si apporta una modifica. Chiedi al capo se non è meglio farlo vedere anche ad altri, suggerendo che questo è quanto il giorno prima è stato detto.

Ti si dice di andare avanti, ci sarà modo poi di rivedere tutto. Prepari la tua bella lettera di accompagnamento e invii il tutto.

Venerdi mattina arrivi in ufficio e trovi una nuova lettera, da parte della proprietaria, che ti dice che non hai fatto, di nuovo, quello che ti era stato detto, perchè altri avrebbero dovuto vedere il materiale.

A questo punto rispondi spiegando perchè hai mandato il materiale, ossia il fatto che il capo ti aveva detto di fare così.

Non ricevi, durante tutta la giornata, alcuna risposta a questo tuo messaggio. Ti capita di incontrare vis à vis la proprietaria che non proferisce verbo verso di te, ma di certo non ti guarda con amore.

Quando arriva, informi il capo di quello che è successo e…lui si incazza. Con te perchè il mercoledi era successo “un casino”.

Viene apportata una modifica al famoso disegno seguendo le indicazioni di chi ancora non lo aveva visto e re-invii il tutto, spiegando al fornitore che il materiale inviato oggi è l’unico da tenere in considerazione.

Non sai se lunedi riceverai della posta.

La prossima volta, quando avrò la febbre, forse è meglio se sto a casa.

O no?

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Variabili

Sono tante le cose che possono cambiare e influenzare l’andamento di altre cose.

Ultimamente questo si applica a parecchi campi.

Prendiamo il tempo, per esempio. Maggio è cominciato come è finito aprile, con la pioggia.

Questo influenza parecchie cose. Le coltivazioni, tanto per dirne una. Tutta quest’acqua, adesso, non fa granchè bene. Potrebbe essere un problema perchè parecchi raccolti potrebbero marcire, portando poi ad un aumento dei prezzi.

Ma la pioggia abbassa anche la temperatura. Sento spesso gli scettici riguardo al riscaldamento globale ridere dello stesso commentando questo meteo. Ma l’abbassamento di temperatura porta anche i malanni, tipo quello che mi sono buscato io. Già passato, o quasi.

In più, piuttosto che andare a passeggio in un parco o anche in centro città, la gente si chiude in casa o nei centri commerciali.  Quindi, se uno a caso va in un vivaio a cercare un insetticida per i suoi bonsai trova mezzo pianeta.

Con il sole non avrei avuto la febbre e non avrei trovato nessuno al vivaio.

Ma possiamo anche parlare del superenalotto. Sei numeri, da azzeccare su novanta. Una possibilità su seicento e rotti milioni. O del lotto. Parecchi contano sui “ritardatari”. Dimenticando che la statistica non conta. Ad ogni estrazione, le probabilità sono sempre le stesse.

Ma in tutte queste variabili, c’è qualcosa che resta costante: la sfiga.

Tranquilli, quella ci segue e ci resta fedele. Quindi piove e io non vinco al superenalotto.

E’ bello sapere che c’è qualcosa su cui contare…

p.s. Grazie a quanti mi hanno detto qualcosa per Argo.

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