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Archive for giugno 2010

Parlare

Serve? A volte. Ma altre serve solo a peggiorare le cose.

Si innescano discussioni su discussioni, che non portano da nessuna parte. Anzi, da qualche parte portano. Più lontano di dove si era prima e più lontani.

Parole che generano altre parole,  dette però  dalla rabbia, perchè non si sta bene. Parole che sono lì che girano in testa.

Ma peggio è l’indifferenza unita al rabbia. Cancellare di colpo tutto quanto, buttando il brutto ma anche il, magari poco, bello.

Perciò è meglio il silenzio.

Il silenzio aiuta, perchè isola. Purtroppo il silenzio non è ovunque, quindi si deve ovviare, riempiendo il tempo.

Il tempo aiuta? Vedremo.

Al momento il tempo deve passare. Ma la testa torna lì.

Soprattutto pensa che il tuo obiettivo è sempre stato riuscire a fare stare bene, mentre hai ottenuto l’esatto contrario.

p.s. Non mi va di spiegare o raccontare, per il solito motivo: non mi piace parlare di me e delle mie cose. So bene che anche questo, sicuramente, contribuisce al problema.

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Gentile Direttore,
leggo  “La Repubblica” da molti anni e mi dispiace doverLe scrivere questa lettera, perché speravo che il Suo giornale non cadesse nel gorgo del fanatismo calcistico.

Dico questo perché ieri, mercoledi 16 giugno, ho trovato in prima pagina un titolo a dir poco assurdo.

“Dramma”. Riferito all’infortunio di Buffon. Personalmente penso che sia un’esagerazione, un’iperbole impropria, soprattutto con quanto sta succedendo nel paese e nel mondo intero in questo periodo.

E’ un infortunio. Tutto qui. Un’ernia del disco, dalla quale si può guarire e per la quale sarà seguito di sicuro da ottimi medici e con molta più attenzione del signor Bianchi qualsiasi.

Per carità, dispiace per l’atleta e per il ragazzo, ma limitiamo le lacrime.

Suvvia, tanti ragazzi (me compreso) hanno avuto infortuni sportivi e non, senza fare tragedie.

“Dramma” lo applicherei a quanto vissuto dagli abitanti di Onna o da quelli di Livorno, o quando un incidente o
un tumore si porta via la vita di un bambino.

Analogamente sono infastidito quando in televisione sento telecronisti riferirsi ai calciatori come “eroi”. Di Berlino o Madrid che sia. Per cortesia, basta.

Giocano a pallone.

Già poter dire che il proprio lavoro è di fatto un gioco non è poca cosa.

Aggiungiamoci poi i compensi che giornalmente superano quello medio lordo mensile di un quadro direttivo
in un’azienda metalmeccanica e forse ci si può rendere conto di come si stia eccedendo.

Eroe è il pompiere che entra in un palazzo in fiamme per salvare un anziano, o anche l’immigrato che si tuffa nel mare in tempesta per salvare due persone, perdendo la propria vita.

Recuperiamo un briciolo di senso della realtà. Mi auguro di non vedere nuovamente un simile titolo, associato a un fatto tale, sul Suo quotidiano.

Distinti saluti

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Pulizie

Stamattina sono uscito a fare un giretto in moto. Mi sono accorto che è un po’ (forse un po’ tanto) impolverata.

Potrebbe essere perchè ieri pomeriggio abbiamo fatto un po’ di pulizia nel box ed è volata parecchia polvere.

Ma potrebbe anche essere perchè al lavoro stanno facendo manutenzione all’impianto idraulico e scavando, trapanando, tagliando tubi, saldando ecc. ogni giorno si genera una sospensione di polvere e sporco, che si deposita sui mezzi parcheggiati.

Adesso la domanda è semplice: vale la pena mettersi lì e perdere una paio d’ore per pulire qualcosa che nel giro di dieci minuti si sporcherà quanto e forse più di prima?

Al momento sono dell’idea di pulirla un po’, controllando l’ingrassaggio della catena.

Sono pigro, lo so…

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Certe volte…

…vorresti dormire.

…vorresti partire.

…vorresti dimenticare.

…vorresti urlare.

…vorresti piangere.

…vorresti poter fare.

…vorresti riuscire.

…vorresti, già. Ma non puoi.

Volere è volere, può aiutare a fare, ma non sempre è potere.

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Vero.

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