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Archive for settembre 2010

Scelte

E’ necessario farle. Sempre. E l’ho sempre fatto. Alle volte sono state giuste, altre sbagliate, come è normale.

Alle volte però non è facile. Perchè anche se vuoi tanto una cosa, altri cose ti fanno faticare nel decidere. Anche se si tratta di scelte semplici.

Questi sono giorni sull’altalena.

Posso solo sperare che non ci siano cambiamenti alla situazione attuale, anche se non buona, per tutta la settimana prossima.

Ogni tanto è necessario sperare un po’. Non costa nulla e non fa male.

Non mi faccio illusioni, so quale sarà la conclusione. Spero solo che non sia la settimana prossima, tutto qui.

E’ chiedere molto? Non credo.

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Scelte

E’ necessario farle. Sempre. E l’ho sempre fatto. Alle volte sono state giuste, altre sbagliate, come è normale.

Alle volte però non è facile. Perchè anche se vuoi tanto una cosa, altri cose ti fanno faticare nel decidere. Anche se si tratta di scelte semplici.

Questi sono giorni sull’altalena.

Posso solo sperare che non ci siano cambiamenti alla situazione attuale, anche se non buona, per tutta la settimana prossima.

Ogni tanto è necessario sperare un po’. Non costa nulla e non fa male.

Non mi faccio illusioni, so quale sarà la conclusione. Spero solo che non sia la settimana prossima, tutto qui.

E’ chiedere molto? Non credo.

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L’abbiocco…

… ti prende dopo pranzo, anche se il tuo pranzo è costituito solo da un panino e un gelato mangiato prima del panino.

E’ insidioso, perchè tu devi lavorare, ma lui vuole farti chiudere gli occhi.

Ecco allora che cerchi ogni sistema per rimanere sveglio, sforzandoti di concentrarti.

Peccato che facendo così ti provochi un mal di testa di dimensioni paragonabili a Giove.

Forse sarebbe meglio dormire di più la notte. Si, vabbè.

Stanotte avrei anche dormito un numero di ore sufficiente, se fossi riuscito a farlo. Il problema è che questa mattina avevo freddo e quindi mi sono svegliato presto. Ho poi cercato di riaddormentarmi, e ho provato pure a riscaldarmi facendo salire Macchia sul letto una mezz’ora prima di alzarmi. Lui si è sistemato e io ho cercato di infilare i piedi sotto di lui rimanendo sotto le coperte.

A fatica riesci quindi a stare sveglio, sopportando anche il martellìo nelle tempie.

Quando torni a casa cerchi un altro plaid da mettere sul letto, mentre tenti di trovare una destinazione per le ferie della settimana prossima.

E la serata? Mah! Si vedrà.

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Poi però…

…ti sforzi, ma c’è sempre qualcosa che non capisci.

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Autunno

E’ arrivato…e con lui la prima lavata in moto. Poca strada tra la partenza e l’arrivo, ma complice il traffico mi sono bagnato non poco.

E vabbè. L’unica cosa buona di questo tempo è che (forse) riuscirò a ritagliarmi quello spazio mio, più mentale che effettivo, di cui ho bisogno.

Perchè amo la compagnia, ma ho bisogno anche di poter stare da solo con me stesso.

Senza che qualcuno debba suggerirmi di fare questo o quello, o incontrare tizio o caio.

Ah, già. C’è un’altra cosa che si può salvare dell’autunno: i colori del paesaggio. Sperando di poter fare qualche giretto e fare un po’ di foto. Lo spero e lo voglio, quindi credo proprio che lo farò.

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Autunno

Arriva, cambiano i colori delle piante (a questo proposito è ora di andare a fare un po’ di foto in giro), l’aria si fa più frizzante e cominciano i preparativi per il Natale.

C’è chi già pensa ai regali e quest’anno anche io penso di cominciare molto prima del solito.

C’è una settimana di ferie da fare a ottobre, anche se ancora non so dove.

Il lavoro prosegue, con i soliti alti e bassi, anche se in questo momento l’entusiasmo non è alle stelle.

Ma si va avanti comunque, le somme si tireranno più avanti, dopo aver fatto le mie richieste.

Lavoro a parte, mi sono cimentato in una piccola cosa. E’ stato sia interessante che utile.

Non so se ci saranno repliche, dipende anche dal tempo a disposizione.

Ma adesso devo smettere di scrivere. Galileo continua a mettere le sue zampe sulla tastiera, chiara indicazione che le fusa che fa sono anche una richiesta di carezze.

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Bambini o adulti?

E’ da tanto che non scrivo, forse perchè non mi andava, forse perchè sono stato impegnato, forse perchè non avevo nulla da scrivere. Boh!
Dopo le vacanze tranquille, almeno i primi giorni (poi sono arrivati i nipoti a fare un po’ di trambusto) l’attività lavorativa è ripresa ormai da tre settimane.
E sono ricominciate anche le discussioni, alle volte a livelli realmente infantili, per la serie “lo dico alla mamma”.

Che infatti è stata coinvolta in una riunione alla quale non era per niente necessario che partecipasse. Io ci ho visto la chiara intenzione “punitiva”. Fa niente che l’oggetto della discussione era già statovisionato e analizzato precedentemente, fa niente che erano stati chiesti suggerimenti ed opinioni (mai giunti), fa niente che il materiale oggetto di discussione è stato consegnato dieci giorni prima della chiusura estiva. L’importante è far passare qualcuno per stupido, gongolarsi con questa soddisfazione.
Perchè. Vorrei saperlo.Anche perchè tutto è perfettibile. Adesso dovrò cercare di far ragionare qualcuno che non ha molta voglia di farlo, per evitare che si torni a discussioni sul tema “non avete fatto quanto vi è stato ordinato”. Sono però un po’ stufo di tutto questo, stufo di dover fare da mediatore che ne paga le conseguenze, stufo di essere preso per il c@#o con sorrisetti e di sentirmi dire che bisogna collaborare, visto che tutti ammettono che lo faccio.

Credo che a qualcuno chiederò, pacatamente, se fosse proprio necessario coinvolgere “la mamma”.
So già che tipo di risposta riceverò, ma come ho fatto venerdi, cercherò di essere calmissimo.
Il ritardo di mesi su altre cose (e forse è per questo che si sono cercate queste discussioni) non è importante.

Come in “Animal Farm”, siamo tutti uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.
Il mio intento è limitare i danni e se c’è chi non vuole seguire questa logica me ne distaccherò. Dopotutto siamo adulti e il recente passato dovrebbe aver aperto gli occhi a qualcuno.
Non importa che tutti hanno partecipato a qualcosa ed erano d’accordo. E’ ormai chiaro che dobbiamo solo “obbedire agli ordini”. Che ci piaccia o no.
Visto che sono stufo, mi adatto, come un automa. Almeno preservo un po’ il fegato. E chi non lo vuole fare, che si arrangi.
Ho anche altro a cui pensare, al momento almeno voglio garantirmi la tranquillità al lavoro, voglio essere sicuro di non mettermi in una posizione scomoda.
Certo, vorrò chiarire qualcosa, perchè di fatto ho responsabilità che però non sono pareggiate da riconoscimento, visto che alcune differenze con qualcuno permangono. Ma con estrema calma.

Per quanto riguarda il resto a cui penso, è tutta un’altra storia. Buona? Bruttta? Strana? Confusa? Di tutto un po’. Per adesso basta così.

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