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Archive for the ‘Vacanze’ Category

Creta, last minute e….

Un anno dall’ultimo post. Perchè? Ci sarebbero state tante cose di cui poter scrivere, ma non c’era lo spirito adatto.

Sono rientrato ieri da una settimana a Creta. Lì l’estate è arrivata. Fa molto caldo, anche se un paio di mattine era nuvoloso. Sempre presente il vento e devo dire che è stata una manna, altrimenti non si potrebbe sostenere la temperatura. L’acqua non era molto calda, ma sicuramente il mare è molto bello.

E’ un’isola ricca di storia, siamo andati a vedere il palazzo di Festo (quello dove venne rinvenuto il famoso disco), il palazzo di Cnosso (la guida ci ha spiegato che il labirinto era il palazzo stesso: talmente grande da perdersi all’interno), il museo di Heraklion e la spiaggia di Matala, dove ci sono le grotte occupate dagli hippy negli anni settanta. Il tutto in due escursioni.

Gran caldo, durante entrambe le escursioni. Il pranzo e l’ingresso ai siti vari erano esclusi dalla quota (non proprio economica): in pratica ti fornivano solo il passaggio e la guida. Prima volta che mi capita.

Ma c’è un però. Alla partenza, arrivati in aeroporto ci comunicano che il volo ha 3 ore di ritardo. Nota bene: la conferma dell’orario del volo l’hanno data il giorno prima. Al ritorno, arrivati in aeroporto, scopriamo che il volo ha un’ora e rotti di ritardo (diventerà un’ora e mezza). Anche qui, la conferma dell’orario l’hanno data il giorno prima. In entrambi i casi, il pilota ripete il ritornello: scusateci, ma il volo è arrivato tardi dalla destinazione precedente bla bla bla…Poche chiacchiere: è sistematico: arrivi in albergo tardi e te ne vai presto (per poi partire dopo).

Mi si può dire: hai scelto il last minute? Fatti tuoi. Ma sul volo, tutto sommato, poco da dire. Si sa.

L’albergo invece merita un discorso a parte. Il catalogo del tour operator (indizio: è un colore, che in molte parti il mare laggiù ha) ti presenta tre strutture “super”, che su TripAdvisor sono valutate benissimo. La formula “roulette” ti dice che però potresti finire altrove, e così è capitato a tutti i 160 che hanno fatto la stessa mia prenotazione. Ma l’altrove non è specificato. E così può capitare che ti ritrovi in una struttura che è a 1 km dal mare e il nulla intorno (non a me) o in una che ha sì un certo numero di stelle, ma forse più che la categoria rappresentano quelle che vedi per i dolori che patisci. Stanze che hanno un forte odore di chiuso o di muffa, poco pulite, con inqulini appartenenti ad altre specie (scarafaggi giganti, per intenderci) e con l’acqua calda a tempo: chi prima arriva, meglio sta. Può capitarti che la mega piscina sia poco più grande di una fontana. La formula “all inclusive”, che ti favoleggia mega buffet sempre pieni, forse fa riferimento al fatto che inclusa c’è anche l’ insoddisfazione: a colazione poche brioches mal cotte, due marmellate, “english tea” in bustine (ne ho provate 2 su 4: stesso sapore), uova, pancetta (limitata) e wurstel. A pranzo e a cena stessi piatti, con abbondante uso di cannella. L’unica nota positiva era l’insalata e la feta. Lì potevi saziarti.

Non sono un tipo che mangia tutto, è vero, ma neanche uno che schifa tutto. Tuttavia, se una sera vado a chiedere un po’ di carne e mi dai quattro pezzettini di maiale sufficienti per il gatto, mi sento in diritto di alterarmi. Anche perchè non è che la quota last minute roulette fosse proprio economica. Utile, questo sì, perchè trovi un posto anche all’ultimo.

La responsabile del tour operator dice che “a Creta purtoppo le stelle non sono come in Italia (e fin qui ci arrivano tutti) e ci sono un po’ di insetti…”. Di fronte all’osservazione che sarebbe stato corretto inserire tutte le possibili destinazioni alternative la reazione è stata quella che avrei io se mi si presentasse un eschimese a parlare in dialetto Inuit: non capiva di cosa parlassi.

Il mare è bello, ma la costa nord è molto rocciosa e almeno nella parte dove ero io, Hersonissos, c’erano poche spiagge. Tutte demaniali, quindi libere, ma potevi affittare un ombrellone e due lettini per 8 € al giorno. Anche qui però, nella maggioranza dei casi, erano un po’ vetusti e mal messi. In più, per raggiungerle, devi farti una bella camminata o affittare anche tu, come gli altri, un motorino/quad/auto.

Molti russi o dell’est Europa, tantissimi ragazzi inglesi (il cui unico scopo è ubriacarsi dal tardo pomeriggio alla mattina successiva: restano bianchi come il latte) e tantissimi quad o motorini che girano per le strade, con un intenso odore di smog.

Puoi pranzare e cenare a prezzi ragionevoli, ma non puoi passare di fronte a nessun bar/ristorante senza che ci sia qualcuno che cerchi di tirarti dentro e convincerti a fermarti.

Dopo qualche giorno di trattamento all inclusive, con annessi disturbi vari, abbiamo deciso che si poteva anche sfruttare la presenza dei molti ristoranti, in particolare per la cena.

La fregatura dei last minute sta qui: non hai modo di sapere dove finisci (se non in pochi casi) e può andarti male.

Non è sempre così, certo, ma la maggior parte delle volte si. Tra tutti quelli che erano sull’aereo, il 90% era contento di tornare a casa perchè non soddisfatto della sistemazione.

Nota di colore: pare che le fogne siano vecchiotte, quindi la carta igienica non la devi buttare nel gabinetto. Naturale il pensiero: d’estate fate il pieno di turisti,che portano molti fondi, quindi perchè non procedere d’inverno alla sistemazione delle fognature? Ovviamente questo accorgimento non vale negli hotel “messi meglio”, ma anche in aeroporto ho trovato lo stesso avviso. Mah!

Una cosa è certa: basta con queste formule. Meglio sapere con certezza dove finisci.

Certo, devi avere ben chiaro cosa vuoi fare durante le tue vacanze…

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Chianciano Terme

Chianciano
Ho passato 5 giorni in Toscana, a Chianciano Terme. Il link dell’albergo è qui di fianco, nei posti che consiglio.

In albergo mi sono trovato bene, il personale molto disponibile e a pranzo e a cena ho mangiato bene, anche troppo!

Quando ho prenotato, diverse persone mi hanno detto “ma è da vecchi andare alle terme!”. Poi, arrivato lì, ho notato che c’erano tantissimi ragazzi e ragazze, anche più giovani di me, che avevano avuto la mia stessa idea.

Il centro termale è carino, c’è da sbizzarrirsi tra idromassaggi, fanghi, cromoterapia, sauna, bagno turco, sauna finlandese (80-100 gradi…) ed etrusca, ecc. ecc.

L’unico inconveniente è il viaggio. Ieri per tornare a casa ci ho messo sette ore. Le varie indicazioni sui tabelloni dell’autostrada dicevano “rallentamenti”. Peccato fossero vere e proprie code.

Vabbè, dai.

Comunque, se volete andare a Chianciano, toglietevi dalla testa di andare lì e fare la dieta. Quella la si fa dopo. Si mangia troppo bene e sfido chiunque a resistere alla tentazione di assaggiare tutto quello che c’è.

Per non farmi mancare niente, sono anche andato a fare un giretto nei paesi vicini, per acquistare un po’ di vino.

Assaggiandolo, naturalmente…

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Caretta Caretta

CARETTA

Mar Ligure, Agosto 2009

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Manuèl, l’autista del bus (l’ho battezzato io così, nessuno ce lo ha presentato), ha fatto un po’ di pratica in più rispetto a Josè, conosce l’uso delle marce e il freno motore (e con i saliscendi che ci sono qui, serve eccome!). Ci accompagna in aeroporto, e siamo la metà rispetto all’andata. Il dubbio sorge spontaneo: gli altri sono andati via prima o hanno deciso di restare qui per un’altra settimana? Mah!
Una coppia di ragazzi dice che una settimana è bastata e avanzata, per il loro fegato. Nel frattempo, Manuèl vuole farci capire che comunque, anche se guida meglio di Josè, anche lui è imparentato con Alonso…
In aeroporto dobbiamo camminare per mezzora prima di arrivare al gate di partenza, dopodiché possiamo salire sul bus e quindi sull’aereo. E qui cominciano le sorprese. Dietro di noi abbiamo il campione italiano di rutti, che si sente in obbligo di dimostrare a tutti la sua bravura, informando anche quelli dell’aereo a fianco che lui ha fifa di volare. Come se non bastasse, la partenza ritarda. Dopo venti minuti cominciano le proteste e il comandante dice che stanno facendo un’ispezione all’aereo.
L’amico dietro tira una bestemmia e un rutto che meritava un 7,5. Passa altro tempo, nel frattempo nessuno dice cosa succede. Poi, finalmente si viene a sapere che l’autorità civile spagnola ha deciso di fare un controllo completo dell’aereo, per accertarsi che sia a posto. Trovano un buco, pare, nel rivestimento interno del vano bagagli anteriore, quindi prima di partire bisognerà spostare tutte le valige dietro.
Con due ore di ritardo, decolliamo e durante il volo ci vengono anche fornite informazioni sulle località sulle quali passiamo. Arrivati a casa, scopro che mentre il nostro aereo veniva controllato da cima a fondo, a Madrid, un altro aereo, probabilmente non esaminato con la stessa cura, aveva avuto un tremendo incidente…

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Ultimo giorno di mare. Mi sembra giusto che ci siano le nuvole. E il mare molto agitato. Possiamo anche godere dello spettacolo di un Canadair che vola basso basso basso. Le nuvole aumentano ma non c’è un filo di vento. Il sole riesce a far capolino solo per pochi secondi. E’ ora di pranzo e torniamo all’italiano. Dopo l’abbiocco ritorniamo in spiaggia anche se non c’è il sole. L’ultimo bagno è in un mare da sogno. Se l’altro giorno c’erano i cavalloni, oggi ci sono i purosangue: onde molto alte, da bandiera rossa, ma qui il rosso deve essere usato solo come colore nazionale e lasciano solo la bandiera gialla, nonostante il bagnino dal suo seggiolone continui a fischiare come Lo Bello. A chi non si sa, con il fragore delle onde è difficile capire chi venga richiamato. Onde di più di due metri, e tutti a sfidarle. Una mi travolge, facendomi ruzzolare per bene, anche contro il fondo. Ma chi se ne frega: è l’ultimo bagno alle Baleari!

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Mattinata in spiaggia, senza cappellino lasciato in camera. Oggi c’è un bel sole, cielo limpido e un filo di vento che all’inizio crea qualche problema con la tenda. Il mare è un po’ agitato, ma il problema è un altro. Ci sono circa 500 persone per mq sia di spiaggia che di mare. Le meduse sembrano sparite.
Oggi abbiamo deciso che per pranzo saremmo andati al ristorante italiano dell’albergo. E come noi hanno fatto altre 300 persone, stranieri inclusi. L’assalto è come quello che deve aver fatto Attila, anche se qui c’è un animatore che cerca di regolare gli ingressi. Dentro, in coda al self service, una ragazza rimprovera il moroso di essersi fatto superare da sessanta persone. E va avanti per dieci minuti buoni. Eh già, una volta finito quello che c’è fuori, gli altri restano senza cibo. Già immagino i duecento rimasti fuori ad aspettare il loro turno, a disputarsi i sacchetti della spazzatura… Comunque, dopo quasi una settimana riassaggio della pasta che si possa definire tale e della buona carne. Ma c’è un contrappasso: appena finito, un abbiocco da anestetico operatorio si impadronisce di me…

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Oggi giornata in spiaggia. C’è troppo vento che viene dal mare, non si può montare la nostra tenda. Sole pieno. Il vento favorisce la nascita dei cavalloni, e dopo esserci arrostiti al sole per un’ora è il momento di fare il bagno. Non c’è che dire, con il mare mosso ci si diverte di più. Quando usciamo, una bambina è in lacrime. Subito la notizia si sparge sulla spiaggia, nelle diverse lingue, mentre sulle facce di tutti emerge la preoccupazione, i bambini si spaventano e i genitori ancora di più. Il nemico è conosciuto, e proprio per questo temuto: MEDUSE! Tutti in coda per sciacquarsi, ecco cos’è quel bruciore…Ma non me ne preoccupo, per me è l’ora dell’aperitivo e del pranzo. Pomeriggio si vedrà. Pomeriggio che si presenta poi molto nuvoloso. E vabbè…

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