E’ notte. Sono le 3.23 del mattino quando comincio a scrivere. Fuori piove e io non riesco a dormire.
Preoccupazione e inquietudine mi tengono sveglio.
Sapevo che sarebbe successo. Ciò nonostante, non è stato possibile evitarlo.
Più tardi vedrò di provare a risolvere quello che spero sia solo un piccolo disguido. Spero di riuscirci, senza fare altra confusione. Ho già fatto abbastanza casino.
Soffro questo tempo, per tanti motivi. Tra le altre cose lo sento nelle ossa, che mi fanno male.
Ma soprattutto influisce sul mio umore. Perchè è così basso? Conosco la risposta e il fatto di saperlo non lo fa salire, anzi.
Sfogarmi…non riesco a fare neanche quello. Con chi, poi? Non voglio sentire qualcuno che mi dice “devi fare questo, quello, ecc.”.
Sentirsi soli in mezzo a centinaia di persone. Avere tutto, lavoro, famiglia, amici, essere quindi fortunati, ma non essere soddisfatti. Cercare di essere “utili” in qualche modo. Combinando invece pasticci, che generano l’effetto contrario a quello voluto.
Sento su di me lo sguardo di disapprovazione di qualcuno, che non condivide quello che faccio. Alcuni me lo hanno anche detto. Non provo a spiegare, sento che non capirebbero. Lo so, perchè ho provato.
La verità è che ho paura. Paura che quello che faccio possa ferire ulteriormente, mentre vorrei aiutare.
E’ difficile continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno, perchè il buco sul fondo lo svuota velocemente.
Ho bisogno del sole.
La stella, ma non solo quella. Ciò che per alcuni è buio, per me è un faro, di cui ho necessità.
Devo fare attenzione a non spegnerlo, perchè la luce è già fioca di suo. E’ questa la paura. Paura di essere quel soffio che spegne quella fiammella che fatica, tanto, tantissimo, per stare accesa.





