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Archive for the ‘ragazzi’ Category

Vacanze 1.1

Stasera sono andato da Giulio a prendere il gelato. No, non a casa sua. Alla sua gelateria. Mordi Mela, in via Trento. Ve la consiglio, e non solo perché Giulio è un mio amico, ma proprio perché il gelato è buono, e costa pure poco. Io gliel’ho detto che avanti così non diventa ricco, ma lui dice che va bene…
Comunque, mentre eravamo lì ad aspettare che il gusto alla fragola fosse pronto (i nipoti vogliono solo quello…) abbiamo fatto una chiacchierata.
E mentre chiacchieravamo, abbiamo visto un gruppetto di ragazzi, adolescenti, che tornavano dalla piscina.
Cinque, sei amici che trascorrono l’estate a Limbiate. Probabilmente i loro genitori devono lavorare e loro passano il tempo andando in piscina. Alla loro età, la piscina di Limbiate era “Il Gabbiano” e starci fino a sera poteva essere problematico, ma si faceva. Così come si usciva la mattina in bicicletta, con uno zaino, un paio di panini e una bottiglia d’acqua e si andava nel parco delle Groane, nei boschi di S. Andrea.
Tornando a casa ho incrociato due bambini che giocavano con le loro biciclette sulla copertura del Garbogera. Vediamo chi frena dopo, verso le barriere. Occhio ragazzi. Io e Fabio, in questo modo, ci siamo schiantati in via S. Giorgio. E poi ci siamo rialzati, ridendo come matti, pieni di graffi e sbucciature, di fronte a una vecchietta che scuoteva la testa…
Certe cose non cambiano. E questo mi fa piacere. I ragazzi sono sempre gli stessi. Basta stare in compagnia, scambiare quattro chiacchiere e passare la giornata insieme. Tanti rimangono a Limbiate, l’ho già detto. E la città vive, nelle strade, nelle corti, in piscina, nei (pochi) parchetti rimasti, dove ancora si gioca a calcio. E ha tanto da raccontare. Basta saper ascoltare.
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Ci sono quelli che soffrono il mal d’auto, quelli che soffrono il mal d’aria, quelli che soffrono il mal di mare. Prima di partire, per evitare di stare male, prendono una pastiglia.

Poi ci sono quelli che non hanno problemi se devono viaggiare ma si prendono una pastiglia per fare un viaggetto. Peccato che a volte siano viaggi di sola andata.

Sui quotidiani si legge dell’ennesima ragazza in coma dopo aver assunto una pastiglia di ecstasy.

La droga è diffusa, si sa. E i ragazzi sono tentati. Ricordo che alle superiori un ragazzo di Senago mi raccontava i suoi esperimenti, finchè una mattina è arrivato più rintronato del solito. Gli è andata bene, ci ha messo un mese per riprendersi completamente. Spero per lui che abbia smesso.

Ogni droga ha la sua pericolosità e diffusione. Adesso la cocaina costa molto poco e tanti la provano. Ma c’è chi, come i ragazzini delle favelas brasiliani, sniffa la colla. Gli effetti pare siano gli stessi. Cioè alla lunga, ma anche alla corta, ti distrugge il cervello.

Quello che mi preoccupa è anche la miopia di larga parte della popolazione sull’argomento. Mio figlio? Mai!

Limbiate è come il resto d’Italia, anche se non se ne parla. Pochi forse ricordano le fioriere del Viale Piave.Non ci sono più perché alla fine degli anni ottanta, primi novanta, erano diventati ripostiglio favorito degli spacciatori. Tant’è che i fiori non sopravvivevano. Finché vigili e carabinieri, dopo le continue segnalazioni, hanno fatto una bella retata e successivamente deciso di togliere quei ripostigli.

Pochi mesi fa anche dei ragazzi limbiatesi sono stati fermati sul “bus dello sballo”.

Vorrei però far notare che anche l’alcool è una droga, molto più subdola delle canne. Perché chiunque può andare a comprare una birra. E poi un’altra. E un’altra ancora.

Il numero di bottiglie che si trovano in giro, parco di Villa Mella incluso, racconta parecchie cose.

Parlando del parco, una volta la collinetta era il posto dove chi, senza casa, cercava un po’ di intimità. Domenica scorsa ho fatto un giretto, e ho trovato sporcizia dappertutto, e tante bottiglie.Non ci sono più siringhe come anni fa, ma non credo che non ci sia più lo spaccio…

Faccio una proposta: vigiliamo di più, ma non per punire e basta, quanto per evitare di “bruciare” il prossimo Einstein, Beethoven, Tintoretto. E pretendiamo che non ci si limiti a parlare, ma si facciano cose concrete. I “Tamburine man” sono fra noi.

p.s. Personalmente non credo che chi si fuma una canna è destinato a bucarsi o a sniffare cocaina. Ciascuno è libero di fare quello che vuole. Basta che ricordi che la sua libertà finisce dove comincia quella degli altri.

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